北京人 Běijīng rén

Quello che mi passa x la capoccia….

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CINA: Hongcun e Xidi

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Hongcun: stagno della luna (月沼 -Yue zhao) con carne annessa.

Hongcun: stagno della luna (月沼 -Yue zhao) con carne annessa.

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Hongcun: Lago Meridionale (南湖 Nan Hu)

Hongcun: Lago Meridionale (南湖 Nan Hu)

Xidi: 敬爱堂 (palazzo Jinghai)

Xidi: 敬爱堂 (palazzo Jinghai)

Xidi: una strada

Xidi: una strada

Cronache di viaggio …..
E’ il 9 gennaio 2018 e l’ultima notte a Pechino, nonostante la sbronza, è stata davvero triste: tanti arrivederci che non mi fanno stare bene e che in compenso mi ricordano che nella capitale cinese ho tanti amici e non dovrei andarmene (anche se alla fin fine tutti quelli che stanno lì se ne vanno tutti… :-( ).
In ogni modo la mattina del 9 gennaio, dopo solo 3 ore di sonno e una sbronza epocale (ma non più epocale del solito) viene a salutarmi G. e mi metto in marcia verso la stazione col cervello che mi pulsa vorticosamente.
La stazione Ovest (Xi Zhan ) di Pechino è il solito delirio fatto di migliaia di vite che si accalcano arrembando verso i treni: un’enorme fiumana che si fa largo verso i binari di quell’enorme mostro di cemento che la stazione West di Beijing. Alle 13:00 riesco ad approdare sul treno e dopo pochi minuti piombo in un sonno agitato scandito dagli improperi (che avverto tra sonno e veglia) scanditi dai miei vicini di cuccetta: mi aspettano 20 ore di treno.
Sono diretto verso Huangshan (in cinese: 黄山市) che è sia il nome della cittadina adiacente alla “yellow mountain”(che si chiama appunto Huangshan in cinese), sia il nome della montagna stessa: ad aumentare la confusione c’è il fatto che la suddetta città ha due nomi e cioè Huangshan (per l’appunto) e Tunxi (in cinese: 屯溪) per motivi a me ancora ignoti.
Arrivo a Huangshan (alias Tunxi) la mattina del 10 gennaio ed è una bellissima giornata di sole e ci sono 10 gradi (10 in più di quando sono partito da Pechino): la stazione di Huangshan sembra la stazione di Salerno negli anni ’80 (ahah): stesse dimensioni e MOLTO scalcagnata…infatti seppure con un esterno appariscente l’intonaco all’interno se ne cade a pezzi.
Dalla stazione dei treni prendo un taxi (costo: 10 yuan, meno di un euro e mezzo) che mi porta alla stazione dei pullman di Tunxi/Huangshan da dove prendo un pullman per Hongcun, villaggio dell’etnia cinese Hui a 1 ora e mezza di distanza: il villaggio insieme con Xidi (altro villaggio) è patrimonio UNESCO. All’ingresso del villaggio mi reco presso uno sportello informazioni da dove un’addetta chiama la responsabile dell’ostello/guest house che mi viene a prelevare.
Huangshan è un villaggio estremamente scenografico fatto di laghi, dedali di vicoli, canali e cibo auto-prodotto nel villaggio.
Nell’ostello che si chiama Qingheyue(清和月) dopo le 5 di pomeriggio (è inverno) fa un freddo boia e le aree comuni (sala da pranzo, biblioteca, reception) non solo non sono provviste di riscaldamento ma sono completamente aperte (!) per cui fa un freddo allucinante (durante la notte la temperatura cala a 2-3 gradi)….sono pazzi questi cinesi.
Il giorno successivo viaggetto direzione Xidi in cui rispetto ad Hongcun si nota una differenza sostanziale: qui la gente ci vive ancora, la cittadina è viva, non è solo quasi esclusivamente un posto turistico come Hongcun, c’è un po’ un’atmosfera da ‘tempi andati’, da ritmi di campagna e sensazione che oltre all’immancabile arrivo del turismo parecchia gente viva ancora di agricoltura, allevamento e pesca (si vede gente lavare i panni nel pozzo…per dire!).
Al ritorno da Xidi , ancora Hongcun dove mi perdo (piacevolmente) nei vicoli del villaggio e dove dopo una mezzora e un paio di snack mangiati per strada riesco a trovare l’ostello.
Qualcuno dica a sta gente di riscaldare gli edifici…dio Carol. freeeeddd!!

p.s. non so perchè alcune foto perdono di risoluzione quando le carico sul blog.
mio Facebook con più foto: https://www.facebook.com/viva.i.funghi

 

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