北京人 Běijīng rén

Quello che mi passa x la capoccia….

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Messico: Cancun, Holbox, Merida….

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Ottobre 2013. Il viaggio Cina-Italia via terra risale ad ormai 3 anni fa e il viaggio in America latina risale a 1 anno (fine 2013).
Questo è quello che ho scritto un annetto fa (ora è Ottobre 2014):
Sono diretto in Messico e ci vado partendo da Bruxelles dove mi ospita per qualche giorno D., vecchio amico dei tempi dell’università a Napoli: mi ha fatto molto piacere rivederlo e constatare come fortunatamente certe persone non cambino(almeno per il momento). A Brussels ho incontrato di nuovo anche S., che viveva anche lei nella casa-comune di Montesanto (Napoli) ormai 8 anni fa: sono stati momenti molto piacevoli con entrambi.
Fa fresco e il treno per l’aeroporto della capitale belga parte dalla stazione Nord, nel mezzo delle prostitute nere che vendono dalle vetrine le proprie mercanzie.
L’arrivo a Cancun(Messico) è abbastanza scioccante: a parte lo scalo a Cuba(Varadero) per far scendere e salire altri passeggeri(cosa credo mai vista nella storia del trasporto aereo, o quanto meno mai vista da me), all’arrivo la temperatura è di oltre 30 gradi e….sono abbastanza rintronato dal cambio di fuso e dall’idea di trovarmi dall’altra parte del mondo, un’altra parte del mondo molto diversa dalla (per me) familiare (se non pure “di casa” si potrebbe dire) Asia. Non so niente dell’America Latina, ci metto piede per la prima volta e non ho nessun punto di riferimento mentale: non so che tipo di gente ci abita, quale “stato mentale” è la normalità o quanto meno quello predominante. Insomma sono alquanto disorientato.
All’immigrazione quando l’impiegata della dogana messicana mi chiede “vacanza?” credo che stia parlando in Italiano e rispondo “sì sì ….vacanza”: poi mi rendo conto che forse parlava in spagnolo; e questa è un’altra cosa anomala per me: in altri paesi in cui sono stato tipo Cina(dove ho vissuto per circa 5-6 anni) o tutti i paesi asiatici o medio-orientali in cui sono approdato la lingua era totalmente differente da quella nativa e, a parte il cinese, delle altre non ne capivo una sillaba o quasi; ma una lingua così vicina all’Italiana ma che comunque non parlo mi disorienta alquanto “la capisco o non la capisco?”: mi fa sentire un rincoglionito(non che forse probabilmente non lo sia). Arrivo al centro di Cancun: tutte case basse, di un paio di piani al massimo, e mi reco da S. che mi ospiterà a casa sua tramite couchbriochesurfing: un tipo che è istruttore di immersione subacquea (scuba diving) che mi da parecchi consigli per viaggiare in Centro America (che sembra aver girato in lungo e in largo) e fornisce una camera tutta per me per riposare le mie membra distrutte dal viaggio e il mio cervello sconvolto dal cambio di temperatura e dal fuso orario. Il giorno dopo mare tutto il giorno: Cancun è una città estremamente turistica, quasi “la Rimini del Messico” si potrebbe dire piena com’è di resort e alberghi a non finire. Ma comunque ora essendo “bassissima stagione” (secondo le parole del mio ospitante Couchsurfing) le spiaggie sono mezze vuote….ed è una goduria! Acque dai colori entusiasmOnti e spiagge visivamente affascinOnti sono tutte per me! :) Me la godo per un paio di giorni al mare e S. e il suo coinquilino mi danno un po’ di validi consigli per il viaggio (e la condivisione di un certo numero di birre nella night life di Cancun).
Prossima tappa: ISLA HOLBOX Isoletta sulla costa nord del Quintana Roo (uno stato messicano), quasi in Yucatan(altro stato messicano), comunque sopra la penisola dello Yucatan. E’ la fine della stagione delle piogge (fine ottobre) e dopo 3 giorni di sole a Cancun, il tempo all’isola dell’xBox sembra estremamente variabile, tra uno scroscio di pioggia e un inondazione di sole. Holbox è un’isola senza macchine, solo pedoni(ma con kart da campo di golf), e strade fatte di sabbia bianca: un posto di totale pace nel quale oziare e godersi il mar dei Caraibi, fatto in questo caso di spiagge bianche, strani uccelli(tucani? forse), barche di piccole dimensioni adagiate sulla spiaggia e sporadici turisti. Essendo bassissima stagione ci sono pochissimi visitatori e spiagge quasi deserte. Il mio ostello è pieno di amache sulle quali ronfare …zzzz….e poi faccio la conoscenza con le +quesadilla+ , ‘na specie di +taco+ (ma completamente chiuse, non aperte) piene di formaggio (“queso” significa formaggio) e altro: very gooood….ne mangerò una quantità spropositata in Messico. Poi tre-quattro Corona a sera di ordinanza e il tempo passa in allegria.
Dopo un paio di giorni a Holbox, traghetto alle cinque e mezza di mattina per Chiquila (20 minuti) e poi pullman per Merida : il pullman sembra fermarsi lettaralmente ogni momento per far salire e scendere gente, principalmente sembrano studenti di età da medie/superiori italiane, il dubbio che mi viene è a che ora inizi la scuola se questi prendono un pullman alle sei e mezza di mattina. Sulla strada tra Chiquila (sulla costa di fronte all’Isla Holbox) e Merida mi rendo conto in che stato sia la rete stradale messicana: in pratica una stradina a una sola corsia(per senso di marcia) in mezzo alla campagna è il collegamento esistente tra queste due città e le strade che ho percorso in tutto il Messico centro-meridionale non sono in stato migliore. Merida è una cittadina di dimensioni ridotte, di epoca coloniale, con sanpietrini (‘na specie) e case a un solo piano del diciannovesimo secolo. La sua piazza principale è stata costruita in gran parte smembrando (durante la conquista spagnola) monumenti maya per costruire i palazzi della dominazione spagnola (edifici governativi, chiese, monumenti celebrativi): il che sembra abbastanza triste ma da anche alla città un’aria singolare, affascinante. Il mercato è un delirio(come molti mercati in centro America) e vale la pena andarci anche solo per l’atmosfera di caos e vitalità che si respira ed è anche molto grande e ci si trovano chioschi con roba da mangiare a prezzi super stracciati…..come per esempio la +pibil de pollo+ (“pollo” è pronunciato “poglio”), una specie di foglia (di banano?) con avvolto pollo e altre spezie all’interno: cibo tipico di questa parte di Messico. L’ostello in cui sto è appunto una vecchia casa coloniale fatta di cortili uno nell’altro e una grande piscina nel cortile finale, affascinOnte direi.

 

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One Response to “Messico: Cancun, Holbox, Merida….”

  1. dottornomade says:

    Eh, cara Ciola… ho grandi progetti per il Centro/Sud America, quindi per favore narrami ancora delle tue gesta e di cosa successe dopo… :)

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