北京人 Běijīng rén

Quello che mi passa x la capoccia….

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Viaggio Cina-Italia via terra, IRAN: Kashan

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Sono passati ormai due anni pieni da quando partii per il viaggio dalla Cina all’Italia via terra (settembre 2011) e adesso è venuto il momento di lasciare di nuovo la Cina. Questa volta per un viaggio dal Messico all’Ecuador (e possibilmente oltre :D). Tempo di fare le valige, e dire addio (ancora una volta) alla signora Cina, dove sono stato per un altro anno e mezzo(da Aprile 2012).
Nel post precedente parlavo di Teheran…ma mi ero dimenticato di essere stato (a Novembre 2011 ormai!) anche a Kashan!
Di Kashan ricordo che arrivai dopo un breve tragitto in pullman da Isfahan…e che l’hotel dove avevo intenzione di stare era ormai chiuso e dismesso (come si può vedere dalla prima foto in questo post), ma non mi sono perso d’animo e appena girato l’angolo ho trovato un altro alberghetto, proprio accanto all’entrata di un enorme bazar che vendeva le solite decine di spezie diverse, tè e tanto tanto altro(seconda foto di questo post)….e poi…i i Fin Garden, o Bagh-e Fin in persiano….le ultime 2 foto di questo post valgono più di mille parole 😉

Per altre mie foto di Kashan (e di Isfahan):
https://picasaweb.google.com/110690272846847369745/IRANIsfahanKashan#

Viaggio Cina-Italia via terra, IRAN: Teheran

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Oggi è il 30 giugno 2013 e, tanto per cambiare sono a Pechino: c’è la solita cappa estiva di caldo corredata da inquinamento di almeno 5 volte sopra il limite oltre il quale diventa rischioso per la salute. Il tutto è corredato dal fatto che da svariati giorni (facciamo una settimana?) il sole è stato totalmente oscurato da un misto di nebbia densa e caligine ed è un incubo in cui si è immersi per almeno 15-20 giorni al mese (e la metereopatia non c’entra un cazzo, questo è proprio lo schifo): vivere per giorni al (semi-)buio penso che non piaccia a nessuno e a me personalmente deprime.
Il 4 novembre 2011, 1 anno e 8 mesi fa, passavo per Teheran, mia ultima tappa in Iran del viaggio Cina-Italia via terra: a Teheran mi ospita Fatemeh (tramite couchsurfing), una ragazza che abita nella zona universitaria di Teheran, nella parte nord della città. Io arrivo alla stazione degli autobus di Teheran, nel sud della metropoli iraniana da Kashan, città a circa 2 ore e mezza di autobus.
Poi, in metropolitana arrivo al luogo dell’appuntamento: la stazione della metro di Valiasr, vicino al Teatr-e Shahr (un teatro). Fatemeh è una tipa molto vitale e alla mano e mi colpisce il fatto (visto quello che si dice o si tende a pensare all’estero dell’Iran) che una ragazza sola ospiti in casa un esponente del sesso opposto (ossia me medesimo :P); lei studia francese all’università e si sta per laureare: mi spiega che appena ha finito con l’università si vuole trasferire all’estero e che ne ha piene le palle del governo iraniano e delle sue restrizioni: per esempio l’obbligo di portare il velo(una pezza che copre solo i capelli) in luoghi pubblici per le donne iraniane (lei se ne sbatte e infatti butta il velo da qualche parte appena entra in casa). Dormo a terra ai piedi del suo letto su un materasso da campeggio+saccoappelo.
Il giorno dopo usciamo insieme per andare al bazar (veramente ENORME!) di Teheran, poi a pranzo e infine a bere un tè seduti fuori la moschea principale di Teheran. Poi io da solo vado a visitare il palazzo Golestan (http://en.wikipedia.org/wiki/Golestan_Palace) che è quello nella quarta, quinta e sesta foto: fascinating….
Il giorno dopo ho modo di vedere da fuori l’ambasciata americana che è stata occupata e poi chiusa dopo la rivoluzione iraniana degli anni ’70 (ho anche modo di vedere un interessOntissimo museo dei gioielli( http://italian.irib.ir/radioculture/gallerie/gallerie-immagini/item/82251-teheran/museo-nazionale-dei-gioielli-guarda-immagini ).
La sera andiamo a comprare da mangiare con Fatemeh (ultima foto) che cucina per me un piatto tipico iraniano (di cui ora non ricordo il nome).
Poi….dopo 2-3 giorni lascio Teheran e passo il confine Iran-Iraq(kurdistan).

Altre mie foto di Teheran:


https://picasaweb.google.com/110690272846847369745/IRANTeheran

Viaggio Cina-Italia via terra, IRAN: Isfahan








Dopo tanto Couchsurfing e altrettanti alberghetti da 4 soldi, a Isfahan dormo in un ostello, un posto per backpackers insomma. Ora è il 17 febbraio 2013 (e sono a Pechino) ed essendo passati 1 anno e 3 mesi(e mezzo) da quando sono passato per Isfahan la memoria vacilla: per farla breve non ricordo un cazzo (o quasi).
Ricordo che c’era una piazza enorme nel centro cittadino: Imam Square, superata in grandezza solo da piazza Tiananmen a Pechino; con una differenza essenziale: Tiananmen è una mattonaia, un enorme distesa di mattoni insignificante, mentre questa piazza dell’Imam (che un tempo era adibita al gioco del polo) è un posto piacevole, pieno di fontane enormi (come si può vedere dalla seconda foto di questo post), prati, alberi e fiori.
Sulla piazza, circondata da un porticato a più archi veramente superbo, si affacciano splendidi monumenti, costruiti nel primo Seicento, come la Moschea dell’Imam, la Moschea dello sceicco Lotfollah e il palazzo di Ali Qapu.
L’altra grande cosa da vedere a Isfahan è la Jameh Mosque (in italiano “Moschea del Venerdì”): ogni città iraniana ha la sua “moschea del venerdì”, e questa è la moschea principale di Isfahan.Come si può vedere dalla settima foto di questo post la moschea è davvero spettacolare, imponente. Una delle cose che ricordo e che mi ha colpito di più di questa moschea è il fatto che era completamente deserta: in giro per gli altri posti del medio-oriente (a parte il venerdì) le moschee erano abbastanza vuote, ma quì a parte un paio di persone non c’è veramente NESSUNO. C’è un silenzio e una tranquillità rotta solo dal rumore delle ali degli uccelli che la sorvolano a ritmi regolari, in stormi, forse diretti in posti più caldi visto l’arrivo imminente dell’inverno.
Sulla strada del ritorno dalla Moschea Jameh noto:
1. cantiere ENORME, a cielo aperto, per la costruzione della metropolitana: uno scavo profondo e larghissimo e tutto contornato da cartelli gialli con scritte del tipo “is not Allah the supreme judge on the day of judgement?”
2. posto dove ci sono tante galline nelle gabbie che snarnazzano e dal quale esce un tipo in bicicletta con delle uova (come si può vedere dall’ultima foto di questo post).

Isfahan (anche pronunciata Esfahan): VERY NIIIIICE :)

Altre mie foto di Isfahan (e Kashan, due ore a nord di Isfahan, una città famosa per i suoi giardini),
https://picasaweb.google.com/110690272846847369745/IRANIsfahanKashan

Viaggio Cina-Italia via terra, IRAN: Yazd














troppe foto? …..per Yazd ne valeva la pena :)
Sette gennaio duemilatredici: duemilatredici….mi verrebbe da dire “si è fatto tardi….” (tipo questo: azz, s'e fatt' tard'… , nice video): quando arriva un nuovo anno (e ultimamente più del solito) ho sempre l’impressione che “s’è fatto tardi”. Non pensavo che un giorno sarei veramente arrivato alla veneranda età di biiip e 4 mesi…invece, non so come, ma è accaduto: azz!! s’è fatto tardi!
In tutti i modi, oggi è il 7 gennaio del porco dio 2013 e anche se so che è stupido scandire il tempo con delle scadenze convenzionali (perchè il nuovo debba arrivare il 1 gennaio e non il 24 agosto me lo sono sempre chiesto), a ogni scoccare di un nuovo anno non posso fare a meno di pensare che il tempo a volte possa essere davvero vertiginoso.
Sono in ufficio, a Pechino, circodato da idioti la cui unica aspirazione sembra essere comprarsi qualcosa su Taobao(l’Ebay cinese) o qualche nuovo modello di telefonino: vabbè, in effetti 9/10 della popolazione mondiale è così (tralasciamo disamine sociologiche-di reddito). Il mio lavoro è una noia mortale e per di più oggi non c’è niente da fare.
In tutti i modi, a fine ottobre del 2011 passavo per Yazd…dove mi ospita il mitico Balal (il suo nome su Couchsurfing è proprio “mitico Balal” o qualcosa del genere)…il mitico e buon Balallo lavora in un ostello nella parte antica della cittadina di Yazd(nella parte nuova non c’è un cazzo da vedere e giustamente non ci sono ostelli).
Appena arrivo, nel tardo pomeriggio, seguo le sue indicazioni per arrivare al posto dove lavora: è un bell’ostello, con un grande cortile coperto tutto circondato da baldacchini ricoperti di tappeti e cuscini dove la gente si può sedere a parlare, fumare il narghilè, stare su internet col portatile, leggere un libro, etcetera etcetera…Balal è una sorta di leggenda di Couchsurfing (ha ospitato 300 persone, poco più di me, ma anche io sono una leggenda ahah), un tipo davvero pariante (“pariante”? sì) col quale la sera, finito di lavorare, ci ritiriamo a casa sua arrivandoci, miracolosamente, incolumi: ‘sto tipo ha uno stile di guida diciamo esuberante e ogni accellerata, sorpasso a destra e frenata è un mezzo infarto. Casa sua è nella parte moderna di Yazd e in pratica abita in una specie di “caverna”: cioè una stanza che ha la forma di una caverna, un seminterrato che sta sotto alla casa dove abita la madre. Il mitico fuma il narghilè senza soluzione di continuità, ha una ragazza bionda occidentale(che al momento non c’era) e ospita centinaia di persone nella caverna (:D). La prima foto in questo post raffigura una parete della sua caverna (eeeeeh….).
La mattina dopo, esco quando esce lui e vado in giro per Yazd: solito bazar, moschea(comunuque molto bella) ma…ma Yazd è una città unica e ciò che la rende unica è il centro antico con la sua architettura fatta di vicoletti, a volte strettissimi, archi, torri del vento, qanat: le torri del vento sono in pratica gli antenati dell’aria condizionata (si possono vedere nella seconda, nella quinta e nella sesta foto di questo post) e il loro funzionamento in pratica si basa su una scambio d’aria fra l’estiva aria torrida dell’esterno e l’aria all’interno delle abitazioni alla quale è frapposta una canalizzazione di acqua fredda che raffredda l’aria esterna prima che giunga nella casa(per capirne meglio il funzionamento cercatevele su Google); i qanat già li avevo visti in Cina, nella provincia del Xinjiang, a Turpan (qui: http://www.beijingren.biz/?p=191 ).
Yazd è anche il principale centro iraniano dello religione zoroastriana: visito il tempio zoroastriano col suo fuoco sacro perennemente acceso…e le “torri del silenzio”, due torri che si ergono su una pianura spoglia e desertica e che costituivano un tempo la naturale destinazione dei morti: secondo lo zoroastrismo i cadaveri contaminano la terra e quindi venivano esposti sulla torre del silenzio dove venivano divorati dagli avvoltoi…le torri al tramonto avevano un aspetto spettacolare e inquietante al tempo stesso. Ora pare che la situazione sia stata trovata seppellendo i cadaveri in bare di acciaio inossidabile (così la terra non viene più contaminata).
Poi ritorno all’ostello del mitico balallo e dopo vado con lui e un altro tipo olandese a casa del mitico a bere(ordinando alcohol di contrabbando ovviamente visto che è vietato) e fumare un mega narghilè.
salute.
next stop: Isfahan.


Altre mie foto di Yazd a questo link:

https://picasaweb.google.com/110690272846847369745/FewOfYazdIRANQualcunaDiYAZD

Viaggio Cina-Italia via terra, IRAN: Shiraz (e Persepoli)

tappe del viaggio:
http://www.beijingren.biz/?p=240








Oggi è lunedì. 10 dicembre 2012. Intorno a fine ottobre dell’anno scorso (2011), passavo per Shiraz:
http://goo.gl/maps/L8X6y
Ci arrivo da Kerman, come al solito tramite uno dei soliti autobus economici e incredibilmente “lussuosi” se paragonati a quello che costano: mi pare l’equivalente di 5 euro per più di 500 kilometri(ma essendo passato più di un anno, potrei sbagliarmi).
Per andare dalla stazione degli autobus a casa del mio host(tramite couchsurfing) prendo un taxi che mi costa quanto l’autobus da Kerman. Il tipo abita in una zona residenziale non lontana dal centro di Shiraz. Quando arrivo si sta esercitando a suonare col resto della sua band (hanno chitarre, batteria, amplificatori e altri strumenti in una stanza vicino al soggiorno). A me tocca il divano in un angolo del soggiorno, abbastanza comodo del resto. Il giorno dopo un amico del tipo che mi ospita mi porta un po’ in giro per Shiraz: andiamo a visitare la Arg-E Karim Khan (la cittadella di Karim Khan): grandi torrette (una “pendente”) e alte mura di cinta a delimitarne i confini con l’esterno, enorme fontana, enorme specchio d’acqua che ne copre tutta la lunghezza, e in fondo un colonnato di legno e vetrate colorate. Poi andiamo a visitare un bazaar, il Shamshirgarha bazaar: alte volte di pietra, atmosfera più o meno interessante e un cazzo da comprare (per me almeno :D). Poi andiamo a mangiare il solito kebab (che in Iran è una specie di salsiccia) con riso e due pomodori interi. Sembra che in Iran i ristoranti non vendano altro: kebab, kebab e ancora kebab; oltre ovviamente alle innumerevoli “pizzerie”-“hamburgherie” che vendono disgustosi derivati di pizze e altri prodotti definibili da fast food: la maggior parte di questi posti sono dei negozietti(e ce ne sono ovunque, in ogni angolo nelle città iraniane) ma alcune di queste pizzerie hanno anche un aria più “chic” e la pretesa di servire “vera pizza” che in realtà di vero ha solo la forma rotonda che fa da complemento a un sapore terribile che la gente contribuisce a peggiorare innaffiando la pizza di ketchup (!!) e mayonnaise(!!); andiamo anche in una di queste pizzerie di Shiraz più “di classe” (con il mio ospitante couchsurfer e suoi amici): io prendo un hamburgher gigante che in effetti non è male(ed e’ davvero ENORME!), e come contorno il solito dur (mi pare si scriva così): una yogurt salato che a me piace alquanto. In Iran la stretta di mano in pubblico tra persone di sesso diverso non sarebbe permessa, ma le amiche del mio host non si fanno problemi. Poi andiamo a mangiare una specie di gelato in una coppa/piattino tipico di Shiraz, solo che ora il nome mi sfugge….e poi il tipo ospitante mi porta in un posto dove c’è una vista pazzesca della città (p.s. Lui è il mio ospitante: http://www.couchsurfing.org/people/lim_p/ )
Il giorno dopo vado a Persepoli con il tour organizzato da un agenzia di viaggi: pago 20-25 dollari(mi pare…non so perchè ma si paga in dollari americani) e un sarchiapone iraniano(che sarebbe la guida) ci accompagna insieme all’autista sotto il sole a picco delle rovine della città di Persepoli: non mi pare sia rimasto molto dell’antica e gloriosa Persepoli, anche se gli archeologi proseguono imperterriti l’opera di ricostruzione e restauro; all’ingresso delle rovine della città ci sono i due celeberrimi leoni a cui durante qualche invasione straniera sono stati cancellati gli occhi; lungo le mura sono raffigurati popoli in visita al sovrano ognuno coi propri doni; andiamo anche a visitare la tomba di qualche imperatore persiano, come una specie di armadio incassato nella roccia. Su alcune mura di Persepoli, città la cui costruzione risale a 2400 anni fa, ci sono alcuni “graffiti”, le firme di alcuni visitatori che se lasciate oggigiorno sarebbero definibili “vandalismo” ma essendo di 100 o anche 200 anni fa sono divenute parte del monumento.
Shiraz è il centro della cultura iraniana e c’è tanto da visitare: Aramgah-E Shah-E Cheragh (il Mausoleo del re della luce) per esempio o uno dei tanti bellissimi giardini (ad esempio gli “Eram garden“).
La sera andiamo a un meeting di Couchsurfing presso la tomba del poeta Hafez: il monumento comprendente la tomba del poeta e’ una sorta di giardino; la gente usa far visita ad Hafez e porta con se un piccolo libretto con le poesie del poeta: ne apre una pagina a caso e dopo aver letto i versi di quella pagina ne deduce “consigli” o una previsione per il futuro. Ci sono 20-30 persone al meeting, tutti Iraniani il cui scopo principale sembra sia quello di voler ottenere un visto Schengen per viaggiare in Europa, nessuno straniero o viaggiatore oltre me, molto divertOnte , ma per lo meno c’e’ una bella atmosfera nei giardini del poeta.

P.S.
(si vede che non ho voglia di scrivere di cose avvenute 12-14 mesi fa?)

My Pictures (110 pictures) of Shiraz and Persepolis, here:
https://picasaweb.google.com/110690272846847369745/IRANShirazPersepolis
mie foto di Shiraz e persepoli qui porco diiioooooooo……

Viaggio Cina – Italia via terra: Kerman, Iran

NAPULITAN'





Oggi è il 4 novembre 2012, è passato circa un anno da quando sono passato da Kerman (Iran).
Sono a Pechino, fuori dalla finestra nevica, la temperatura è intorno agli zero gradi (tra i 17 e i 20 in casa).

L’inverno sta veramente arrivando, ma la temperatura esterna scenderà di altri 10 gradi entro un mese e allora sì che la stagione morta potrà dirsi tra noi. Affrontare un altro inverno a Pechino, con temperature perennemente sotto lo zero anche di parecchi gradi, non mi entusiasma molto in effetti ma al momento non vedo altre soluzioni e l’ignavia (condita da un po’ di accidia) fa si che resti (probabilmente) per un altro inverno a Pechino (alleluja).

Un anno fa (intorno al 20 ottobre 2011) ero a Kerman (IRAN). Ero arrivato a Kerman di sera tardi. Il pullman sul quale ho viaggiato, un pullman turistico nuovissimo, coi sedili ancora incellophanati e con le solite hostess che portano snack e bevande gratuite durante il tragitto, ha attraversato il deserto tra Zahedan e Kerman, chilometri e chilometri di sabbia…e finamente, verso le 10-11 di sera è giunto a destinazione. L’autista e l’assistente insistono per farmi scendere dal pullman vicino ad un hotel che conoscono loro, ma dopo miei reiterati rifiuti, capiscono che si devono squagliare dai coglioni.
Allora scendo da qualche parte e prendo un taxi per un hotel economico preso dalla mia Lonely Planet(che si chiama Omid Inn) in una zona centrale della città, ma una volta arrivato vedo che l’hotel ha insegne solo in farsi (niente inglese o caratteri latini) ed è in una zona diversa da dove dovrei andare. Allora esco dalla stradina dove sono e nella piazza principale prendo un taxi che mi chiede 30000 rial (3000 toman* ) per portarmi nella stessa stradina dove ero arrivato prima (30 metri più in là!!), ma che figlio di puttana. Ovviamente lo rido in faccia e mi rifiuto di pagarlo. Gli faccio vedere che sulla Lonely Planet che ho io (del 2009 mi pare) l’hotel dovrebbe essere da un altra parte e di portarmi a quell’indirizzo: il soggetto in questione continua a dirmi cose a me incomprensibili in una lingua e me ignota. Mi porta all’indirizzo della lonely planet e continua a dire (o ad urlare): “Karàb! ….Karàb…. Karàb!!” …quello che io vedo fuori dal finestrino è un muro con una specie di cancello sbarrato (dietro al quale forse c’è un cantiere). Comunque a quanto pare lì l’hotel non ci sta e io dico “compa’ vafancul’, scendo qua…” (e faccio per scendere) ma quello insiste per riportarmi dove ero prima (all’hotel dove ero arrivato in precedenza, con l’insegna senza caratteri in inglese): arrivato qua prendo lo zaino e non gli do’ un cazzo di soldi (o forse solo 10000 rial, 60 centesimi di euro) ma quello mi segue fino alla reception dell’hotel e continua a farmi capire che vuole 30000 rial (o forse addirittura 50000, non ricordo). Io faccio finta di niente, prendo le chiavi della mia camera e lascio il tassinaro imbroglione là. si fottesse huahahahah….poi ho scoperto che karàb significa “distrutto”, ehmmmm fascinating… 😀
L’hotel costa 150000 rial(circa 9-10 euro) per una stanza doppia (stanza a due letti).
Per maggiori informazioni sugli Hotel (economici) o ostelli in Iran, vedere questo mio post qui:
http://www.lonelyplanet.com/thorntree/thread.jspa?threadID=2127520
Il giorno dopo vado in giro per Kerman…c’era un bel bazàr, coperto, con arcate in pietra: in parte chiuso da ambo i lati, in parte con un colonnato aperto su un grande cortile: c’era un parte del bazàr in cui vendevano un po’ di tutto e un altra parte dove gli oggetti in vendita erano divisi per genere: c’era ad esempio la parte del rame dove tra le altre cose c’erano enormi pentoloni di questo materiale….e attraversando il cortile che si apriva in un punto del bazar c’era un bel Hammàm (un bagno turco, l’Hammam e Ganjali khan) del 1600 che ora è solo un monumento: tante vasche di varie dimensioni, arcate, archi, gradini,tappeti posti dove sedersi a chiacchierare…doveva essere stato un posto al quanto piacevole e rilassante. Nell’hammam c’è anche quella che nella traduzione inglese è chiamata timestone (“pietra del tempo”) ed è una porta che invece dello spazio dove entrare ha una grande pietra dalla quale filtra il sole e grazie alla quale è possibile sapere grosso modo che ora della giornata è: oggigiorno è piuttosto opaca, non è più come un tempo. In un altra parte del cortile dove sta l’Hammam(il bagno turco) c’è un piccola moschea, carina, dall’aria accogliente. Nel pomeriggio vado a vedere una grande moschea, la più grande della città: la moschea Jame con le sue bellissime pareti decorate a tonalità di blù e bianco e quella particolare conformazione degli archi delle porte che mi ricordano un nido d’ape (e di cui però mi sfugge il nome tecnico). Sarei voluto andare al Sanati Museum Of Contemporary Art e al museo della guerra tra Iran e Iraq ma sono entrambi chiusi. Peccato….un museo di arte moderna in Iran sarebbe stato alquanto interessante.
Il giorno dopo prendo un pullman direzione Shiraz 570km attraverso un deserto di sabbia e sterpaglia.

*toman , piccola nota: la valuta ufficiale dell’Iran è il rial ma la gente quando parla dei prezzi si esprime sempre in tomàn che è 10 volte in meno del rial : per esempio diecimila rial , sono mille tomàn . Ma le banconote sono esattamente le stesse (e il valore sulle banconote ovviamente è in rial), però la gente le chiama tomàn e ci toglie uno zero. Perchè ? bho.

Mie foto di Kerman, qui:
https://picasaweb.google.com/110690272846847369745/IRANZahedanKerman

Ecchice di nuovo qui. Sospendo per un attimo la narrazione del viaggio Pechino-Sud Italia via terra (avvenuto ormai un anno fa).
E’ il 28 settembre e sono a Kunming, nello Yunnan: La provincia più a sud della Cina insieme al Guangdong e al Guangxi. Sono a casa di N. , mio amico ameriGano-Běijīng-rénnnese (pechinese) che a febbraio del 2011 si è trasferito nel freddo della capitale cinese dalla fascinating Las Vegas, Nevada, United States. Ora da un annetto vive a Kunming,Yunnan,China (http://goo.gl/maps/JSfrL) con la ragazza e i due gatti: Catbus(:D) e Charlie.
Durante la (ormai) passata estate ho pensato spesso di lasciare pechino e trasferirmi qui, nel relax ozioso dello Yunnan, lontano dallo stress, dal caos e dell’inquinamento di Pechino. E….I’ll do it….appena magari la vita pechinese di lavoro-casa-stress mi diventerà ancora un po’ più insopportabile.
Comunque, in attesa di fare ciò mi sono preso due settimane di vacanze, di tregua dal lavoro-da-scimmia-in-ufficio, che sommate alla settimana di vacanze per la festa nazionale cinese(1-7 ottobre) fanno 3 belle settimane lontane dal grigiore e dallo scoglionamento di un lavoro avanti a un monitor.
Settimane che fino all’ultimo non so come spendere. Quello che so di certo, è che non starò in ufficio. Fino a prima dell’inizio delle mie settimane di vacanza sto ospitando a casa S. , un Couchsurfer tedesco.
Lui sta viaggiando dall’Europa via terra ed è arrivato a Pechino attraverso le ex repubbliche sovietiche. La sua prossima tappa è Xi’An: decido di partire con lui.
Mi faccio le mie eccitantissime 12 ore Pechino-Xi’An su un bellissimo sedile duro (equivalente della seconda classe) e alla 4 e mezza di mattina arrivo a Xi’An.
Che del resto è la solita informe, triste, caotica, metropoli cinese senz’anima. La cosa triste(e risaputa) è che Xi’An (come il resto della Cina) ha una storia di migliaia di anni: una storia distrutta per far posto a palazzoni moderni orrendi e a quartieri commerciali disumani. La cosa ancora più incomprensibile (e disgustosa) è che in questa città come in altre città cinesi l’antico viene distrutto e ricostruito in stile Disney, finto e senza significato. Xi’An però ha una bella e vivace parte musulmana con tantissimi ristorantini, luci, genti e colori che sembrano avere un autenticità che nel resto della città è ormai definitivamente scomparso. La moschea è anche piacevole col suo stile totalmente cinese (a parte i tappeti da preghiera nella sala in fondo al complesso). La torre del tamburo e la terra dell’orologio(in mezzo a un super-caotico incrocio nel mezzo della città) invece non hanno più alcun senso.
Ovviamente rivisito (dopo la prima volta del 2004) i guerrieri di terracotta e la sensazione che mi lasciano è la stessa di allora: “150 yuan(20 euro) per vedere qualche decina di mamuozzi di terra” ; in pratica, scusate l’ignoranza archeologica, ma a me di sti cosi di terracotta famosi in tutto il mondo non mi frega assolutamente niente, non esercitano alcun fascino su di me. Per non parlare poi della speculazione di far pagare l’ingresso 20 euro e dell’enorme business che ‘sti cosi di terracotta generano.
Una delle sere passate a Xi’An io e S.,il couchsurfer che ospitavo a casa a Pechino, siamo andati a un meeting couchsurfing: cena in un ristorantino nel quartiere musulmano e poi alla ricerca di un bar il cui è accesso alla strada dove si trova è sbarrato da un ENORME cantiere per la costruzione di qualche enorme complesso Disney-style finto-cinese. Giriamo per qualche decina di minuti e poi alla fine finiamo per avere un party in una fontana circolare(vuota) e comprare birre a 3 yuan (mezzo euro) nel chiosco affianco alla fontana: 20 persone che bevono, parlano e fanno bagordi fino a tarda ora in una fontana, scena interessante. Poi torniamo in ostello.
Dopo 2-3 giorni a Xi’An ci dirigiamo a Chengdu, capitale della provincia del Sichuan, famosa per il cibo piccantissimo, la riserva naturale dei panda(che in realtà vivono per la maggior parte in gabbie) e la vicina cittadina di Leshan dove c’è il Buddha più grande del mondo (alto 72 metri). Io ci sono già stato nel 2009, quindi Buddha e panda me li evito. A Chengdu ci ospita M., una tipa cinese(contattata tramite couchsurfing), con la quale avevo già scambiato qualche messaggio l’anno scorso perchè stavamo viaggiando nelle stesse zone(Pakistan, Iran…). La tipa è una freak coi fiocchi: “scrittrice”, dall’umore che passa dal depresso(quando non è ubriaca) all’euforico(quando è ubriaca) e inizia a cantare roba punk o musica tradizionale cinese(a seconda della situazione). Una tipa sicuramente interessante, di cui approfondire la conoscenza. Anche se al momento dell’incontro, dopo 1 o 2 giorni che sto a casa sua, il suo comportamento mi scazza al quanto. Andiamo insieme in un bar reggae, a una festa sul terrazzo di una sua amica, e a mangiare schifezze arrostite (spiedini) per strada. Passiamo delle ore (a tratti) molto piacevoli, a tratti molto deprimenti(per me). Con un’altra tipa conosciuta su Couchsurfing andiamo anche in giro per Chengdu: per esempio al Parco Renmin (Renmin Gongyuan in cinese) dove ci sono centinaia di persone (gente comune, gente del popolo), che balla, traccia caratteri cinesi in stile “calligrafico” sul pavimento con enormi pennelli intinti nell’acqua, attraversa il lago del parco in barca, gioca a carte, porta a spasso il cane o semplicemente passeggia: è molto animato e piacevole. Dopo andiamo nella solita parte finto-antica della città in stile Disney: disgustorama.
La prossima destinazione è Chongqing che raggiungo grazie al nuovo treno super-veloce che parte dalla nuova stazione super-moderna-efficiente-che-sembra-un-aereoporto di Chengdu: sole 2 ore di viaggio invece delle 5-6 ore che ci mette il treno “normale”. A Chongqing mi ospita N., una tipa che lavora in un azienda che si occupa di operazioni finanziarie: la tipa abita da sola in un appartamento in un condominio dall’aria costosa nel centro di Chongqing, dietro uno stadio. Ha un enorme cane bianco super-affettuoso e appena arrivo offre a me e a un altro couchsurfer che sta ospitando il celebberrimo hot pot di Chongqing: questo piatto pare sia stato inventato proprio qui. Chonqqing è, diciamo, una sorta di San Francisco in salsa cinese, con tutte le sue salite e discese attraverso le colline sulle quali è adagiata la città: le somiglianze con San Francisco però purtroppo si fermano qui. Il fratello della mia ospitante è super gentile e il giorno dopo mi porta a comprare il biglietto per Kunming, mia prossima tappa, e poi a fare colazione con dei super-gustosi noodles molto spessi e larghi che non ho mai visto prima: il tempo però è inclemente piove quasi tutto il tempo. Andiamo a Chaotianmen: il punto in cui il fiume Jialing e il fiume Yangtze si incontrano. C’è una nebbia pazzesca e pioviggina, quindi non si vede un granchè, ma POTREBBE essere spettacolare :)
Poi andiamo a mangiare a Gongyadong(洪崖洞): una serie di ristoranti scavati su una parete di roccia; fino a non molti anni fa su questa parete di roccia ci abitava gente, ora è la solita Disneyland ricostruita a scopo commerciale: nonostante ciò è una struttura senz’altro originale.
Poi andiamo a Ciqikou (磁器口), la parte antica, ricostruita, della città: tanti caffè, negozietti vari…tutti a uso turistico: tranne nella parte superiore della città dove ci vive ancora gente per cazzi suoi in case non ricostruite. Facciamo qualche foto sulle rive dello Yangtze.
Il giorno dopo visita a un complesso sulle montagne, in messo alla natura: è un complesso commemorativo delle vittime (comuniste) del kuomingtang(partito nazionalista) durante gli anni ’30-’40 del 1900: a parte la propaganda che trabocca da ogni didascalia è una visita piacevole e respirare un po’ di aria pura in mezzo alla natura è un ottima cosa :)
Poi,dopo un paio di giorni a Chonqing, prendo il treno per Kunming (25 ore e 42 minuti + 1 ora di ritardo): alleluja (almeno ho la cuccetta).
E ora sono qui a Kunming, città dove ho studiato cinese per un paio di mesi nell’estate 2006. il mio amico Las Veghiano (se po di’ “lasveghiano”?) mi ospita: it’s a very niiiice tiiiime nella rilassata Kunming che seppure 10-15 anni fa era tutta un altra storia, nonostante il massiccio, remodeling è ancora un posto molto piacevole.
next stop: Shangrila (香格里拉)
Poi ritorno a Kunming e treno di 48 ore (48 ore in treno porco dio!!) fino a Pechino.

Mie foto di Xi’An, Chengdu, Chongqing:
https://picasaweb.google.com/110690272846847369745/XiAnChengduChongqingSeptember2012

Mie foto di Kunming e Shangrila:
https://picasaweb.google.com/110690272846847369745/KunmingShangrila